Simon Brette, Rexhep Rexhepi, Petermann Bédat. Chi sta ridefinendo il futuro dell'alta orologeria fuori dai grandi gruppi.
Il decennio 2010-2020 ha visto il consolidamento estremo dei grandi gruppi orologieri. Richemont ha acquisito Roger Dubuis, Panerai, IWC. LVMH si è preso Zenith, TAG Heuer, Hublot. Swatch Group ha stretto la presa su Omega, Blancpain, Breguet. Il risultato è stato una standardizzazione del prodotto — movimenti condivisi, quadranti codificati, comunicazione allineata — che ha lasciato spazio a un movimento contrario: la rinascita delle manifatture indipendenti di ultra-nicchia.
Rexhep Rexhepi — di origine kosovara, formatosi da Patek Philippe e F.P. Journe — è oggi il nome più caldo dell'orologeria indipendente. La sua manifattura Akrivia, aperta a Ginevra nel 2012, produce meno di 50 pezzi all'anno. Il Chronomètre Contemporain (2018) e il Chronomètre Contemporain II con seconda morta (2021) sono stati venduti sul secondario a multipli di 5-8x sul prezzo boutique originario. La lista d'attesa per un nuovo pezzo è chiusa: si entra solo per invito.
Simon Brette — indipendente francese classe 1988 — ha lanciato nel 2023 il Chronomètre Artisans in edizione di 20 pezzi. Prezzo boutique 45.000 CHF. Prezzo attuale sul secondario: 180-250.000 CHF. Un multiplo di 4-5x in 24 mesi. La formazione di Brette è enciclopedica: apprendistato da Journe, poi Vianney Halter, poi consulenze per Kari Voutilainen. Il suo lavoro è ossessivamente artigianale — smaltatura del quadrante fatta a mano nel suo atelier, cassa lavorata da un solo torniere svizzero, movimento decorato in stile Ginevra classico.
Petermann Bédat — duo formato da Gaël Petermann e Florian Bédat, entrambi ex Journe — ha presentato nel 2020 il Reference 1967, deadbeat seconds con doppia rueda in oro rosa. 15 pezzi all'anno, prezzo boutique 68.000 CHF. Sul secondario si trovano a 140-180.000 CHF quando appaiono, e restano invenduti pochi giorni. La produzione 2026 è già completamente allocata, quella 2027 in lista d'attesa selezionata.
Raul Pagès — indipendente svizzero-messicano formato da Parmigiani — ha vinto il Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives 2024 con il RP1 Régulateur à Détente. È un pezzo tecnicamente radicale: scappamento a detente per orologio da polso — soluzione ottocentesca mai davvero commercializzata da nessuno prima. 25 pezzi in totale, prezzo 220.000 CHF, lista d'attesa 3 anni. Un investimento serio anche solo per essere considerati eligible.

“I grandi gruppi hanno vinto gli anni 2010. Il decennio 2020-2030 appartiene alle manifatture indipendenti sotto i 500 pezzi all'anno.”
Sul fronte più "accessibile" — sotto i 30.000 € — Massena LAB rappresenta il progetto più interessante del segmento. William Massena, ex CEO di Antiquorum, ha lanciato dal 2019 una serie di collaborazioni con Kari Voutilainen, Habring², Louis Erard e altri. I pezzi sono sempre in edizione limitata (99-250 esemplari) e mantengono valore molto meglio della media del secondario. La Uni-Racer con Habring² è cresciuta del 180% dal lancio 2020.
Tra i giapponesi indipendenti, Hajime Asaoka merita attenzione. Il suo Project T Tourbillon — un pezzo l'anno, tutto lavorato a mano nel suo atelier di Tokyo — è oggi valutato tra i 150 e i 200.000 €. Asaoka è considerato uno dei tre orologiai viventi più tecnicamente completi al mondo, alla pari con Philippe Dufour e Kari Voutilainen.
L'ingresso nell'orologeria indipendente non è per il collezionista principiante. Richiede: liquidità disponibile (i pezzi vanno pagati in acconto 12-18 mesi prima della consegna), pazienza (le liste d'attesa sono nell'ordine degli anni, non dei mesi), tolleranza al rischio (il mercato secondario è illiquido — vendere un Rexhep può richiedere mesi anche a prezzo aggressivo).

Ma per chi ha già consolidato una collezione classica — Rolex, Patek, AP — l'indipendente è oggi l'unico segmento dove si può ancora comprare cultura orologiaia "al giusto prezzo". Il grande gruppo produce orologi che valgono per il brand. L'indipendente produce orologi che valgono per il lavoro artigianale investito nel pezzo singolo. Sono due mercati diversi, con logiche diverse, che convivono nella stessa cassaforte dei collezionisti seri.
Il nostro suggerimento tattico per il 2026: se sei nel range 50-150.000 € di budget indipendente, punta su Petermann Bédat e Simon Brette. Se sei sopra i 200.000 €, mettiti in lista con Rexhep Rexhepi ora — anche se ti diranno di no. La lista si costruisce con la persistenza, non con la disponibilità immediata.
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